Corruzione in corsia. Otto rinvii a giudizio tra medici e fornitori

Quanta fatica per piazzare stent, pacemaker, defibrillatori, sonde. Quante premure e quante spese per corteggiare illustri cardiologi e convincerli a utilizzare i presidi medico­chirurgici promossi da Marco e Rudy Bonaccini, rappresentanti, con il loro defunto genitore, della St. Jude Medical, della Sorin Group Italia e della Cid Spa (Gruppo Alvimedica). Tutto quell’ instancabile lavorìo è costato ieri il rinvio a giudizio per corruzione ai fratelli Bonaccini, ad Angelo Bernasconi della Sorin, a Massimiliano Collari della Cid, e a quattro illustri cardiologi: Luigi Padeletti, ordinario a Firenze, già direttore della Aritmologia a Careggi, ora a Milano; David Antoniucci, direttore della cardiologia invasiva I di Careggi; Massimo Margheri, direttore della cardiologia di Ravenna; Alessandro Fabiani, cardiologo ad Arezzo. Poiché non è in discussione la qualità dei prodotti, i cardiologi sono accusati di corruzione per l’ esercizio delle funzioni e non del più grave reato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ ufficio. Tuttavia i pm Luca Turco e Giuseppina Mione contestano loro di aver accettato regali, viaggi, sovvenzioni per convegni e di aver svolto consulenze retribuite dalle aziende produttrici dei presidi medico­chirurgici. Per altri due imputati di corruzione, il cardiologo Marco De Carlo e il caposala Giampietro Ercoli in servizio nel reparto di malattie cardiovascolari dell’ ospedale Cisanello di Pisa, il giudice Mario Profeta, all’ esito dell’ udienza preliminare, ha ritenuto che fossero competenti a giudicarli rispettivamente il tribunale di Pistoia e quello di Pisa. Il processo a Firenze comincerà il 19 gennaio 2018. L’ inchiesta della Guardia di Finanza ha documentato l’ incessante lavorìo dei Bonaccini per “tenere il ritmo” delle vendite di pacemaker, stent, defibrillatori e quant’ altro. Le pressioni talvolta erano tali da far sorgere dei dubbi sulla appropriatezza del loro utilizzo. «Dieci defibrillatori quest’ anno all’ Annunziata devono salta’ fuori», diceva Marco Bonaccini riferendosi ai cardiologi dell’ ospedale di Ponte a Niccheri: «Non possono non onorare la promessa questi “smandruffati”». I pm ritengono che fra i rappresentanti e i cardiologi si fosse instaurata «una miriade di rapporti assolutamente anomali». I Bonaccini avevano un conto aperto presso il negozio di abbigliamento Eredi Chiarini. I medici benignamente si rifornivano. Fin lì, peccati veniali. Ma il professor Luigi Padeletti, assolto pochi giorni fa dall’ accusa di omicidio colposo per la morte di una giovane paziente, è accusato di aver ricevuto 22 mila euro di biglietti aerei per una collaboratrice, 23 mila euro dalla Sorin per la sua partecipazione a congressi fra il 2009 e il 2014, oltre 85 mila euro per consulenze retribuite dalla St Jude fra il 2006 e il 2015, e 309 mila euro per consulenze dalla Sorin fra il 2006 e il 2014. Meno principeschi i vantaggi ricevuti, secondo le accuse, dagli altri medici. Al dottor Antoniucci sono contestati un contributo di 1.700 euro per la partecipazione di una collaboratrice a un congresso a Washington, consulenze retribuite dalla Cid per 3.000 euro, 36 mila euro dalla Cid per la sponsorizzazione di un congresso. I dottori Fabiani e De Carlo sono accusati di essersi fatti pagare spese di viaggio e soggiorno a congressi per sé e per i familiari. Il caposala Ercoli di aver ricevuto alcuni regali fra cui un tablet. Quanto al dottor Margheri, i Bonaccini gli avevano messo a disposizione un telefono cellulare accollandosi i costi e un furgone Fiat Scudo, per cui gli pagavano non solo l’ assicurazione ma anche le multe.

Fonte: La Repubblica Firenze

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