Controlli a Careggi sulle presenze dei chirurghi in sala

Nel presidio esaurito il farmaco antitumore

Un controllo a tappeto su tutti i chirurghi del più grande policlinico della Toscana. Careggi ha appena avviato una serie di verifiche per chiarire se quanto risulta dai registri delle presenze corrisponde a ciò che è scritto nelle schede della sala operatoria. Si vuole quindi capire se i medici che sui documenti compaiono tra chi si è occupato di un determinato intervento quel giorno si trovavano davvero all’ interno dell’ ospedale. Detta così fa un po’ impressione ma in qualche caso ci sarebbe stato qualcuno che anche se si trovava altrove, magari a seguire a un congresso scientifico, era segnato dentro i registri di sala operatoria. Tutto nasce da una richiesta di accesso agli atti fatta dal consigliere regionale di Fdi Giovanni Donzelli. Nei giorni scorsi ha chiesto all’ azienda ospedaliera di produrre l’ elenco di tutti gli interventi svolti negli anni 2015 e 2016 da un noto chirurgo dell’ azienda ospedaliera-universitaria. La direzione ha preparato la risposta, che dovrebbe arrivare la prossima settimana, ma l’interrogazione del consigliere ha fatto già avviare alcune verifiche. E così si sono iniziati a confrontare gli elenchi delle operazioni del professionista, anche più di una al giorno, con le sue presenze in ospedale. In effetti ci sarebbero alcune cose che non tornano, anche se gli accertamenti dell’ azienda non sono ancora conclusi. Nei prossimi giorni sarà più chiaro se davvero ci sono state delle irregolarità e quali. Il tutto crea non poco imbarazzo in direzione, perché si tratta di uno dei camici bianchi più stimati dentro e fuori l’ ospedale. In attesa di chiarire la vicenda del singolo, Careggi ha avviato i controlli su tutti i suoi colleghi, le centinaia di chirurghi che operano nel policlinico. Questo perché di solito gli elenchi delle presenze in ospedale non vengono incrociati con quelli di chi interviene in sala operatoria. È una verifica non prevista e infatti in ospedale non è stata mai effettuata. Ma il sospetto che qualcosa in un caso non vada, ha spinto la direzione ad allargare lo sguardo su tutti gli altri. Risultare in sala operatoria quando in realtà ci si trova addirittura fuori dall’ ospedale può anche portare 5 a conseguenze penali. Non è escluso che l’ azienda alla fine debba fare una segnalazione alla procura della Repubblica. Più avanti si vedrà se Careggi percorrerà questa strada, prima vanno concluse le verifiche. Tra l’ altro nel 2017 l’ ospedale ha cambiato il sistema di rilevazione delle presenze in sala operatoria. Nel nuovo blocco delle chirurgie sopra il pronto soccorso è stata allestita addirittura una sala dove un gruppo di persone osserva quando trasmesso dalle telecamere presenti in ogni sala operatoria. Questo per aver costantemente sotto controllo i tempi dell’attività chirurgica. Ovviamente in questa situazione è impossibile che un operatore non presente venga comunque infilato da qualcun altro all’interno del registro di sala. E in effetti Giovanni Donzelli ha chiesto i registri degli interventi per i due anni precedenti, cioè il 2015 e il 2016.

Fonte: La Repubblica Firenze

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