«Chiarezza sul futuro dell’ Opa». Il Comitato chiede “continuità”

Apprensione dei cittadini per il centro di Massa

Succede a cicli: ogni tanto si torna a parlare di possibili “svuotamenti” dell’Opa, di politiche o manovre (non meglio esplicitate) tendenti a favorire la crescita di altre “eccellenze toscane”, come il Meyer, o Cisanello, a danni della Fondazione Monasterio. E succede anche in questi giorni: nuove voci, rinnovati timori legati anche all’avvicinarsi della scadenza del dottor Luciano Ciucci dall’incarico di direttore generale della Fondazione Monasterio.«Cosa sta succedendo attorno all’Opa-Fondazione Monasterio? Chiediamo chiarezza alla Regione Toscana», dicono i sostenitori del comitato “Salviamo il Pediatrico”, attivo fin dal 2013 e guidato dal dottor Paolo Susini. I cittadini di “Salviamo il Pediatrico” mettono in fila alcuni elementi: «Ci è capitato, in questi ultimi giorni, di leggere due distinti articoli sul Tirreno che solo in apparenza non avevano alcuna correlazione.
Nel primo, in cronaca di Pisa, si celebravano giustamente e orgogliosamente i 50 anni dell’Istituto di Fisiologia Clinica (Ifc) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, fondato e diretto dal professor Luigi Donato che da quasi trent’anni sovrintende e ha modificato le sorti dell’Ospedale Pediatrico Apuano, il nostro ospedale del Cuore. Bene, ci stringiamo intorno al professor Donato e non possiamo che esprimere i nostri più sinceri e calorosi auguri all’ indirizzo dell’Istituto ed augurarci che esso possa continuare per altri cinquant’anni a gestire l’Opa in convenzione con la Asl, il Cnr e la Regione Toscana al fine di salvaguardarne il futuro e il patrimonio di conoscenze ed expertise che ne hanno fatto un centro di assoluta eccellenza».
Nello stesso giorno, nelle cronache regionali, però, rilevano, «appariva un servizio dedicato alle sorti della chirurgia in Toscana e alla virtuosa competizione in essere fra i centri di Cisanello a Pisa e quello di Careggi a Firenze. In questo pezzo un riferimento specifico ci ha fatto sobbalzare. Laddove il giornalista Mario Neri scrive: “Un profilo perfetto per trasformare Cisanello in uno dei più grandi centri italiani dedicati alla chirurgia robotica toracica (…) Da tempo del resto la cardiochirurgia è uno dei talloni d’Achille dell’ospedale (..) Johannes Bonatti – chirurgo austriaco, proveniente da esperienze negli Usa e negli Emirati Arabi – farebbe ripartire il “cuore” di Cisanello (…) Adesso la decisione spetta al dipartimento. Ma non è detto che riesca nella sua scalata. Il suo arrivo rischia di aprire “faide” accademiche e fiaccare il battito di altri centri d’ eccellenza. Non solo Firenze ma anche l’Opa di Massa della Fondazione Monasterio, retta a metà fra Cnr e Scuola Sant’Anna di Pisa”».
Ed è questo riferimento a possibili faide che agita i sonni del comitato. «Nel nostro piccolo, come volontari da sempre impegnati a salvaguardia dell’Opa – dicono ancora – vorremmo sapere se possiamo stare tranquilli. Cosa significa quella parolina “faida” tra l’Ospedale di Cisanello e Massa? C’è un disegno dietro questa parola che, accostata al tema della salute, fa davvero rabbrividire? Dobbiamo temere per il futuro della sanità di eccellenza rappresentato dall’Opa e dalla Fondazione Monasterio? Domande che giriamo a chi ha in mano le leve delle decisioni».
In realtà, proprio nell’articolo del Tirreno sui 50 anni dell’Ifc, Massimo Inguscio, presidente del Cnr ha detto cose rassicuranti: “Fisiologia è la dimostrazione che la ricerca deve essere fatta con il mondo clinico che vive e lavora negli stessi ambienti… questo modello che unisce Icf e Fondazione Monasterio è splendido ed il Cnr sta lavorando per duplicarne l’esempio in altre sedi”. Parole che non bastano tuttavia a sopire i timori del comitato: «Vogliamo capire cosa ha veramente in mente la Regione Toscana. Perché c’ è un altro elemento che ci preoccupa. Sentiamo dire che l’attuale direttore della Monasterio, Ciucci, che in questi anni ha diretto l’Opa e la stessa Fondazione nel solco tracciato dal professor Donato, a giorni arriverà al termine del suo incarico. Cosa stanno facendo il Cnr e la Regione per garantire che vi sia una reale continuità nella gestione di questo patrimonio che, altrimenti, rischia di andar disperso? Che soluzioni si stanno elaborando per affrontare l’imminente scadenza circa la guida di una ospedale così importante per il nostro territorio e per i suoi pazienti? Pertanto, chiediamo a Cnr e
Regione un intervento rapido al fine di garantire continuità nella gestione della struttura, dando con i fatti una risposta chiara. La risposta non è dovuta a noi, ma ai tanti bambini (e ai loro familiari) e adulti che ogni anno vengono salvati all’Opa».

Fonte: Il Tirreno Massa-Carrara

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