Centrale unica del 118 Maremma in rivolta: «Torni sul territorio»

Enrico Desideri, direttore generale Asl sud-est

La gestione centralizzata delle emergenze e il nodo della disparità di trattamento di Grosseto rispetto ad Arezzo, dove la centrale 118 è ancora attiva, continua a far discutere la politica e le istituzioni.
Il direttore generale dell’Asl. Dopo gli interventi del senatore di Forza Italia Roberto Berardi e del presidente della conferenza zonale dei sindaci Giacomo Termine, il direttore generale della Asl Toscana Sud Est Enrico Desideri ha risposto ieri alle preoccupazioni del territorio parlando di rafforzamento del sistema dell’emergenza urgenza a Grosseto.«Devo ricordare ­- esordisce Desideri ­- che ciò a cui si fa riferimento altro non è se non la chiusura di uno spazio da cui si risponde al telefono e che tale scelta, avvenuta già prima della nascita della nuova azienda, non penalizza né i pazienti né le professionalità degli operatori. La decisione consegue ad un indirizzo regionale che ha previsto per ognuna delle tre aziende toscane, in questa prima fase, la riduzione da tre a due punti di risposta telefonica, mentre si prevede nei prossimi mesi la riorganizzazione delle centrali 118 verso un’ agenzia unica regionale».
Per il direttore generale «la preoccupazione “su dove si alza la cornetta” è infondata e ingiustificata a fronte di un sistema che risponde in modo sempre più esaustivo ai bisogni dei cittadini».
Desideri cita l’aumento delle postazioni territoriali con ambulanza 24 ore su 24 con un investimento per l’Asl, solo in questo ambito, di 650mila euro all’anno, i visori notturni per l’elisoccorso Pegaso, la diffusione sul territorio di massaggiatori meccanici e defibrillatori con la formazione all’ utilizzo fatta al personale volontario e laico. E c’è una novità in arrivo per l’estate quando sarà introdotta a Grosseto la moto medica equipaggiata per intervenire anche in luoghi meno facilmente raggiungibili dalle ambulanze.
Grosseto al Centro. Dello “scippo” del 118 torna a parlare anche l’associazione Grosseto al Centro che propone la sua ricetta per riportare sul territorio la gestione delle emergenze. Lo fa con una lettera aperta ai sindaci, al presidente della Provincia e ai neoparlamentari Elisabetta Ripani (Fi), Mario Lolini (Lega) e Roberto Berardi affinché esprimano posizione contraria alle delibere della giunta regionale 303 e 1508 dello scorso anno e chiedano ai ministeri degli Interni e della Salute la realizzazione di un’unica centrale operativa interforze provinciale a Grosseto e l’attivazione del numero unico d’ emergenza 112.
Grosseto al Centro contesta la decisione della Regione di andare verso un’unica centrale di risposta a Firenze che da sola dovrà servire tutti i cittadini toscani per tutte le chiamate di emergenza. «Così – prosegue la lettera – ­ aumentano solo i rischi per la sicurezza e l’incolumità dei cittadini.
Per evitarlo bisogna riportare il 118 a Grosseto in seno ad una centrale unica provinciale come prevede la legge 121 del 1981, adempiendo così alla volontà degli oltre mille cittadini che hanno sottoscritto una
petizione in merito».
Il sindaco di Grosseto. A stretto giro di posta il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna si dichiara contrario allo scenario della centrale unica, «ennesima azione di una Regione accentratrice» ed
esempio di riforma calata dall’alto, e annuncia: «Nel prossimo consiglio comunale porteremo un ordine del giorno che impegnerà l’amministrazione ad attivarsi in tutte le sedi competenti per risolvere questa annosa situazione».
La Lega. Il coordinamento provinciale sanità della Lega inquadra infine la questione nel contesto più vasto delle dinamiche della sanità toscana: «La Lega dice basta alle troppe scelte intraprese senza passare da un confronto diretto con gli amministratori politici attuali di questo territorio, e più ancora con coloro che hanno ricevuto dal popolo il mandato per tutelarlo. Perché in Maremma viviamo anche un’ ulteriore vergognosa dicotomia: sindaci di sinistra, attori e sostenitori delle politiche della regione rossa e delle scelte là intraprese, che levano la voce a far eco dei lamenti dei loro cittadini, quasi a chiamarsi fuori». Da qui l’invito ai sindaci a prese di posizioni forti per «bloccare come il loro ruolo imporrebbe lo scempio dei servizi sanitari dei residenti, congelando ogni ulteriore modifica agli assetti che la Regione voglia imporre».

Fonte: Il Tirreno Grosseto

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