Cause ai medici: «Così ridurremo il contenzioso»

Per l'ex parlamentare bilancio positivo per la legge sulla responsabilità professionale

Trecentomila cause legali giacenti, un contenzioso pesantissimo, la medicina difensiva (ovvero quelle pratiche per cui i medici prescrivono più esami o terapie spesso non risolutive e praticano meno interventi per tutelarsi da azioni legali del paziente) che ­ ricordava Federico Gelli ­ incide sui bilanci statali per 10­13 miliardi. Ma soprattutto un rapporto di fiducia ­ quello tra paziente ed operatorio sanitario ­ che si è incrinato negli ultimi anni, complici tanti fattori. Questi sono solo alcuni aspetti critici che la legge 24/2017 sulla sicurezza delle cure e la responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie ha provato ad affrontare.Se n’ è discusso venerdì pomeriggio all’ Hotel Palazzo nell’ iniziativa organizzata dal sindacato autonomo Fials, aperta a tutti gli operatori sanitari (presenti medici,  infermieri, oss soprattutto dell’ ex Asl 6). Presenti, oltre all’on.Gelli, relatore della legge che porta il suo nome, anche gli avvocati Stefano Del Corso e David Cerri del Foro di Pisa che hanno illustrato rispettivamente le novità in ambito penale ed i risolti della responsabilità civile introdotti dalla legge 24. Ha introdotto Massimo Ferrucci, della segretaria nazionale del Fials. Per ridare fiducia ai pazienti e al personale sanitario ­ ha detto Gelli­ si è dovuto agire su più fronti. Intanto si è cercato di alleggerire la responsabilità civile del medico (o dell’ infermiere, etc…) per arginare il fenomeno per cui si citavano in giudizio sia la struttura sanitaria sia il personale. Adesso l’ operatore sanitario sarà chiamato a rispondere solo per una responsabilità extracontrattuale e l’onore della prova (il danno subìto) spetterà al paziente. Prima del ddl Gelli era il medico che per discolparsi doveva dimostrare di non essere responsabile del danno. Si introduce l’ azione diretta del paziente verso l’ assicurazione che copre la struttura sanitaria, così come si disciplina l’ azione di rivalsa della struttura verso il professionista. «Molta attenzione – ha detto Gelli ­ l’ abbiamo posta anche sul tema della trasparenza e l’ informazione del paziente. Penso per esempio alla cartella clinica, il primo strumento su cui viene impostata una causa. Abbiamo ancora la gran parte delle cartelle cliniche di carta, roba da terzo mondo. Dobbiamo procedere alla digitalizzazione. E’ un diritto del paziente, è fondamentale perché non si commettano errori». E poi, tra le altre novità del testo già operativo, l’ obbligo per le strutture sanitarie di fornire in tempi stretti la documentazione sanitaria al paziente, l’ obbligo di rendere visibili sui siti aziendali i dati dei risarcimenti erogati, la costituzione dei centri regionali per la valutazione e gestione del rischio sanitario. E l’ elaborazione di linee guida alle quali gli operatori sanitari devono attenersi (accreditate per la diffusione la metà degli enti e società scientifiche che hanno fatto richiesta, ha ricordato Gelli). Infine per la riduzione del contenzioso è stata prevista l’ introduzione di un tentativo di conciliazione e la consulenza tecnica preventiva. Se l’ avvocato Cerri, entrando nel dettaglio della responsabilità civile del medico e dell’ operatore, ha detto di attendere le novità attuative soprattutto in merito alle nuove polizze assicurative, l’ avvocato Del Corso si è soffermato sulle novità penali della legge Gelli. Con l’ introduzione dell’art.590 sexies che disciplina la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario e con la non punibilità del medico in caso di imperizia purché abbia seguito le linee guida e applicato le buone pratiche. Del Corso ha fatto notare come questo articolo del codice sia stato interpretato diversamente da due sentenze della Cassazione tanto che si dovrà attendere dicembre per un pronunciamento che si auspica definitivo da parte delle sezione riunite della Cassazione e che faccia definitiva chiarezza. Alla fine una sostanziale condivisione del fatto che questa legge sia comunque un “punto di partenza” su una materia, fino ad oggi, normata con disordine.

Fonte: Il Tirreno Cecina

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