Careggi, il sindacato oscura le telecamere in chirurgia

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Le telecamere sono spente da un paio di giorni, gli schermi sono neri e nella “control room” non c’è nessuno. Una delle innovazioni avviate con l’ apertura delle 14 nuove sale operatorie nel padiglione del trauma center a ottobre del 2017 è già ferma. I sindacati degli infermieri hanno chiesto all’ azienda a bloccare tutto, perché quelle telecamere secondo loro potrebbero controllare i lavoratori, cosa vietata. Così si è chiuso tutto, almeno per ora. Nel giro di qualche giorno ci sarà una nuova riunione nel corso della quale l’azienda spiegherà come funziona il nuovo sistema e a cosa serve. Malgrado infatti che l’ inaugurazione ci sia stata tre mesi fa, evidentemente le organizzazioni sindacali non erano state informate. La “control room” dovrebbe essere presidiata da un gruppo di ingegneri che appunto “controllano” cosa avviene in tutte le sale operatorie. Non si tratta di seguire gli interventi chirurgici dal punto di vista tecnico, cosa impossibile, ma di vedere in che fase ci si trova. Se ad esempio nella sala sono all’ inizio, con il paziente appena posto sotto anestesia, se invece si sta svolgendo la parte centrale dell’intervento, oppure si sta pulendo per prepararsi a una nuova operazione. Si tratta di un modo di verificare il rispetto dei tempi e quindi di ottimizzare il lavoro delle sale chirurgiche, che sono tante e devono essere sfruttate al massimo per aumentare il numero degli interventi. Il sistema viene utilizzato in altri ospedali italiani e serve anche a comunicare ai parenti che si trovano nelle sale di attesa, o che addirittura si sono scaricati una app sul cellulare, in quale fase è l’intervento. Loro possono leggere le informazioni abbinate al codice con cui è indicato il loro caro, i filmati invece finiscono nella parete di schermi della operation room. O almeno finivano fino all’altro giorno. L’azienda dopo l’ inaugurazione aveva abbassato la risoluzione delle immagini, proprio per non andare allo scontro con i sindacati e dimostrare che non c’era l’intenzione di osservare come lavorano i dipendenti ma solo di tenere sotto controllo la durata dell’intera sessione operatoria. Non è bastato. Mentre le sigle che rappresentano i medici non hanno avuto niente da ridire sull’innovazione, quelle degli infermieri sono andati in massa contro la novità. La considerano un modo per controllare il lavoro dei dipendenti, cosa vietata dalla legge. E così per ora l’ azienda ospedaliera è costretta a fare marcia indietro e interrompere un servizio presentato come all’ avanguardia e destinato ad una grande efficacia. « Devono chiarirci cosa succede ­ dicono dalla Cisl dell’ospedale -­ La legge prevede che non si possa sorvegliare il lavoratore mentre svolge le sue funzioni. A cosa servono allora quelle telecamere? Migliorano davvero la seduta operatoria e come? Non ci hanno mai spiegato a cosa servono e ora devono chiarire questi aspetti ». E così niente “control room” in questi giorni.
Poi si vedrà se Careggi convince i sindacati.

Fonte: La Repubblica Firenze

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