Buselli alla Asl: operate più unghie incarnite che milze spaccate

E' scontro tra il sindaco di Volterra e l'Asl

«Gli interventi chirurgici sono aumentati? Bene. Non lo metto in discussione. La Asl non dice però che la crescita si deve ad un aumento degli interventi ambulatoriali, di bassa intensità, mentre sono calati quelli di media complessità». Il sindaco uscente di Volterra, Marco Buselli, non molla la presa. Nei giorni scorsi la Asl Toscana Nord Ovest gli ha risposto smentendo a suon di numeri il depotenziamento dell’ospedale, ma lui ribatte: «Certo. L’ aumento degli interventi complessivi c’è stato. Sono passati da 3.826 a 3.931 negli anni dal 2.016 al 2.018. Ma l’incremento ha riguardato solo gli ambulatoriali, saliti da 2.559 a 2.918, mentre all’aumento degli ambulatoriali ha corrisposto il calo degli interventi di media complessità, scesi da 1.267 a 1.013».Insomma. Per il sindaco va bene che l’ospedale di Volterra abbia più interventi. Non va bene, invece, che si facciano più alluci valgo che femori rotti, più unghie incarnite che milze spaccate. «Così l’ospedale pubblico
finisce per garantire soprattutto interventi di bassa intensità, mentre calano quelli complessi. Va invertita la rotta», dice Buselli.
Il sindaco torna poi a contestare lo snellimento delle liste di attesa utilizzando le cliniche private. La Asl ha risposto che non c’ è stato alcun aumento di spesa, che quei soldi per i privati c’erano comunque. «Ma, visto che li hanno rimodulati, che bisogno c’ era di dare quei soldi ai privati? La Asl dovrebbe metterli a disposizione, invece, dell’ospedale pubblico. In questo modo si potrebbe ridurre lo stesso le liste di attesa ricorrendo di meno al settore privato», insiste Buselli.
Altro capitolo, gli investimenti della Asl per la Rems a Volterra coi primi 30 posti letto e la costruzione di un nuovo edificio per altri 40 posti. «Va ricordato – rintuzza il sindaco – che la Regione aveva incassato il no di nove territori e rischiava il commissariamento. Alla fine è stato il Comune di Volterra a farsi avanti per ospitare la Rems. Per quanto riguarda i 10 milioni e 300mila euro di investimenti, bene chiarire che il 94 per cento viene dal Ministero e solo il 6 per cento dalla Regione». La Asl rivendica, infine, l’aumento di tecnici di laboratorio. Ribatte ancora il sindaco: «Sì, ma ci vorrà tanto prima di recuperare il taglio feroce degli anni scorsi. E le provette continuano comunque a uscire fuori dai laboratori di analisi». Intanto ci riprova. Ha inviato di nuova la richiesta di un’automedica di notte per l’ospedale.

Fonte: Il Tirreno Pisa

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