Brioche e farmaci. L’ombra delle tangenti

Guido Fanelli, primario Anestesia Parma

«Ho preso quello che dovevo: una ventina di brioches per la riunioncina» , dice Guido Fanelli, medico di 62 anni, primario della struttura di Anestesia di Parma, considerato il luminare della Terapia del dolore. È il 13 luglio 2015 e la «riunioncina» ­ hanno ricostruito i carabinieri del Nas di Parma ­ è quella tra il medico e Federico Seghi, amministratore delegato della Molteni, azienda farmaceutica con sede a Scandicci. E per gli inquirenti quelle che l’ industriale avrebbe portato a Fanelli non sono paste, ma 20 mila euro. «È un cachet minimo che si è riscontrato percepisca il medico, un compenso percepito proprio a fronte della precedente riunione», si legge nelle carte. È per questo motivo che l’ imprenditore fiorentino è accusato di corruzione: l’ ad di Molteni, attualmente all’ estero, ha saputo ieri tramite il suo legale che una volta rientrato in Italia dovrà essere messo ai domiciliari. Per gli inquirenti c’ era stato anche un precedente incontro «riservato» tra i due indagati allo Sheraton a Roma, il 18 giugno del 2015. Questa vicenda è un «capitolo» dell’ inchiesta di Parma, un’indagine che riguarda sperimentazioni di farmaci su pazienti ignari e mazzette dalle case farmaceutiche.

Ieri la Molteni è stata perquisita dai carabinieri del Nas di Parma: sul registro degli indagati risultano esserci anche alcuni funzionari della ditta, che però non hanno ricevuto ­ al momento ­ nessun avviso di garanzia. Quei 20 mila euro dovevano servire, secondo l’ accusa, per lanciare il «principio attivo L­Methadon, utilizzato nella produzione dei farmaci Molteni». Prodotto che fu «presentato come utile al miglioramento della pratica clinica alla Commissione per l’ attuazione della legge 38 (la commissione sulla terapia del dolore presieduta all’ epoca dallo stesso Fanelli, ndr) il cui contenuto veniva redatto dalla stessa Molteni». I carabinieri hanno «mappato» altre riunioni tra i protagonisti di questa storia, comprese alcune cene in ristoranti molto conosciuti a Firenze, in cui potrebbe esserci stato il passaggio di «un’ altra somma di denaro, allo stato non quantificata». In questa vicenda la figura di Fanelli assume un ruolo primario. Nelle intercettazioni diceva: «Comando io, ho creato un sistema e sposto milioni di euro con la forza della scienza» . È in questo frangente che spunta un altro nome legato a Firenze: si tratta di Bruno Cammi, uno degli indagati, che risulta essere il presidente del Consiglio di amministrazione della Pls Educational srl. Per la Procura Cammi usa proprio questa società, ieri perquisita, per emettere due fatture «riconducibili ad attività svolte dal Fanelli tra il 23 aprile e il 26 maggio del 2015». È in questo tassello della vicenda che nasce la società Pinhub, necessaria «per facilitare i rapporti illeciti tra Fanelli e gli imprenditori coinvolti». È uno strumento, questo, che Guido Cammi e Fanelli, in una intercettazione, definiscono «l’ applicazione al territorio del sistema (…). Uno strumento di potere nei confronti delle aziende farmaceutiche e della politica fortissimo» . In questa società spunta anche il nome di un altro indagato, legato alla città: si tratta di Renato Vellucci, dirigente medico delle Cure palliative e Terapia del dolore di Careggi, che «assume il ruolo di presidente» della società «con la consapevolezza della finalità effettiva per cui è stata costituita». Obiettivo: «ottenere benefici illeciti». Fanelli diceva: «Io prendo soldi dall’ uno e dall’ altro in maniera uguale e paritaria, sono bravo a tenere il piede in quattro o cinque scarpe. Io ho il centro del dolore più grosso di Italia, ho la forza di spostare milioni di euro perché con la forza scientifica tutti danno credito a ciò che scriviamo» . Blitz anche all’ azienda Menarini: nessuno dei funzionari e dei vertici risulta essere iscritto sul registro degli indagati. Sotto inchiesta sono invece finiti Enzo Lucherini, dirigente dell’ Ibsa farmaceutici, nato a Cortona e Riccardo Cerbai, livornese che vive a Milano dove lavora come funzionario alla Mundipharme. Due aziende, queste ultime, finite anche loro nell’ inchiesta.

Fonte: Corriere Fiorentino

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