Avanzata delle visite private a scapito di quelle con il ticket

Consulti via web per i medici al tempo del Covid

Cresce il ricorso alle prestazioni sanitarie offerte dai medici dell’ Asl in libera professione. Il cosiddetto intramoenia, ovvero l’ attività svolta dal personale interno all’ azienda sanitaria che opera privatamente nelle strutture pubbliche, ha fatto registrare tra il 2015 e il 2016 un aumento degli introiti di oltre 200mila euro tra attività ambulatoriale e ricoveri. Una crescita che si conferma anche nei numeri relativi alle prestazioni erogate in regime di libera professione. In un anno, infatti, c’ è stato un aumento di quasi mille visite e controlli in tutti i presidi dell’ Asl nell’ ambito empolese. Il tutto mentre cala il monte delle prestazioni offerte in regime ordinario dal servizio sanitario locale. Per dirlo in poche parole, arretra il pubblico e avanza il privato. In un solo anno, infatti, il peso delle prestazioni svolte intramoenia sul totale di quelle offerte dall’ Asl è passato dall’ 8,3% al 8,8%. Percentuali che possono sembrare irrisorie, ma che non lo sono visto che si parla di poco meno di 300mila tra visite, controlli e ricoveri effettuati lo scorso anno. Ma a lievitare sono anche i ricavi dei professionisti autorizzati a svolgere attività in libera professione (che lo scorso anno sono stati 184 con un taglio di una decina di unità rispetto al passato). Nel 2014 questi ultimi totalizzarono 2 milioni e 673mila euro di introito, poi scesi a 2 milioni e 620mila euro nel 2015. Mentre lo scorso anno si è arrivati al record di 2 milioni e 754mila euro di ricavo. Non si tratta di utili, come precisa l’ Asl, ma di compensi liquidati ai medici su cui gravano gli oneri relativi alle imposte e alle tasse. Ma comunque rappresentano un dato che si inserisce in un contesto ben preciso. L’ aumento dei ricavi provenienti dall’ attività intramoenia c’ è stato anche per l’ azienda sanitaria. Nel 2014 l’ ex Asl 11 raccolse 4 milioni e 328mila euro sia per le prestazioni ambulatoriali che per i ricoveri. L’ anno successivo, invece, gli introiti scesero a 4 milioni e 287mila euro. Mentre nel 2016 il boom che ha portato i ricavi a quota 4 milioni e 555mila euro, con un surplus che come dicevamo supera di gran lunga i duecentomila euro in un solo anno. A questo proposito l’ Asl precisa che «non potendo l’ attività libero professionale presentare disavanzo, i professionisti dell’ azienda sono autorizzati a svolgere l’ attività libera sulla base di specifiche tariffe che risultano essere remunerative del compenso negoziato tra il professionista e l’ azienda, dei costi aziendali, del personale di supporto, delle tasse e imposte e della quota di utile aziendale». Gli unici a non beneficiare, in termini economici, della crescita dell’ attività svolta intramoenia sono paradossalmente i pazienti. A fronte di una spesa per prestazione che ammonta alla quota di ticket (più gli extra legati al reddito e le eventuali spese di digitalizzazione delle risposte) per le visite svolte in regime ordinario, il costo medio per quelle svolte in regime di libera professione è di 110 euro, tenendo conto delle discipline maggiormente rappresentative. In media, insomma, la differenza supera i settanta euro per una singola visita. Anche se c’ è non va dimenticato il fattore tempo: per una visita svolta intramoenia l’ attesa, almeno nei casi in cui non ci sia un’ urgenza, è senza dubbio minore rispetto a quella per una visita ambulatoriale fissata in regime ordinario.

Fonte: Il Tirreno Empoli

(Visto 126 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *