Assalto al pronto soccorso, ecco i rinforzi. «Siamo giovani ma già pronti ad aiutarvi»

Il presidio versiliese banco di prova dei nuovi medici

Sono tre splendidi trentenni, direbbe Nanni Moretti. Ragazzi caparbi e determinati, che si sono laureati in medicina e hanno preso l’abilitazione professionale negli ultimi tre anni. Ma che sanno già il fatto loro. E sono pronti ad aiutare i pazienti che si presenteranno da ora in poi al pronto soccorso dell’ospedale Versilia.«Ovviamente con la nostra supervisione – afferma il primario del pronto soccorso Giuseppe Pepe – Perché tutto sarà fatto in assoluta sicurezza per utenti e colleghi».
Perché arrivano. Hanno preso ufficialmente servizio a luglio, firmando un contratto di due anni, i primi tre neolaureati che vanno a rinforzare il pronto soccorso preso d’assalto in questi caldi giorni d’estate.
Altri due, tra l’altro entrambi di Pietrasanta, arriveranno ad agosto. Un altro, il sesto, più tardi. Sono gli effetti di un progetto voluto dalla Regione e con il primario Pepe coinvolto direttamente, anche nelle selezioni. È la risposta a una carenza di personale che al Versilia vede il pronto soccorso in carenza almeno di sei medici. Mentre fuori c’è l’assedio: oltre trecento gli accessi giornalieri in questo periodo di picco. Chiaro che c’era bisogno come il pane anche di un semplice aiuto. «Ma questi ragazzi – dice Pepe – sono medici veri, gente che ha l’abilitazione professionale e che può tranquillamente fare una guardia. I cittadini devono fidarsi di loro e di noi, che avremo il compito di monitorarli e dare loro le indicazioni e le “dritte”. In parole povere, i trucchi del mestiere». chi sono Il più giovane è Federico Di Sacco, 30 anni, di Pisa, laureato nel 2018: «Sono molto contento di questa opportunità, appena ne sono venuto a conoscenza ho deciso di prenderla al volo. È un modo per imparare la professione sul campo, quello che tutti aspiriamo a fare quanto prima».
Anche Maria Lidia Bologna, 31 anni, laureata nel 2017, abita a Pisa anche se è originaria della Campania. «Per noi questa chance è importante, a prescindere da cosa faremo nel nostro futuro. Può darsi, infatti, che non sia nel pronto soccorso. Ma per chi come me non lo ha mai frequentato professionalmente è un’occasione unica». Mentre Tasmin Gagnesi, 35enne viareggina laureata nel 2016, con l’emergenza-urgenza versiliese ha già avuto a che fare come volontaria e per il fatto che il padre Guglielmo è un esperto medico del 118. «Logico – dice – che adesso avrò la possibilità di fare un’esperienza ancora più diretta e formativa».
Che cosa faranno. Nelle prime 300 ore passate in pronto soccorso, corrispondenti a circa due mesi di lavoro, i tre giovani faranno una specie di tirocinio formativo. Poi inizierà il vero lavoro con i pazienti. Saranno affiancati da un tutor anziano: i colleghi indicati dal Versilia per seguirli sono il primario Pepe e i dottori Alessandra Cardosi Carrara, Luca Dallatomasina, Cinzia Marchetti, Mario Monaco, Barbara Mori, Silvia Navari, Maria Del Mar Olivan Roldan e Stefano Romani. «Ogni loro passo sarà monitorato con attenzione dai colleghi più esperti – spiegano dal pronto soccorso – Questo per sgombrare il campo dai dubbi e da chi pensa che possa nascondersi qualche insidia. Il loro percorso sarà seguito e accompagnato da chi ha già un’ esperienza formata, come peraltro dovrebbe essere in tutti i settori professionali».
Peccato che non si veda quasi più. Ecco perché questo progetto rappresenta un’eccezione. «Più che altro è un’
opportunità per tutti e una risposta a un’ emergenza vera: quella della carenza di medici. In questo momento non c’è alternativa», conclude Pepe.

Fonte: Il Tirreno Viareggio

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