Asl e medici del 118 non trovano l’accordo. «Giovedì ultimo tentativo, poi lasciamo»

Braccio di ferro tra Asl e medici del 118

La fumata non c’è stata. Né bianca né nera. Tutto è stato rinviato a giovedì: sarà l’ultima occasione per trovare un accordo che scongiuri l’ammutinamento dei medici del 118 che effettuano anche servizio all’interno del pronto soccorso di Cecina (ma la situazione è critica anche negli altri ospedali minori dell’Asl Toscana Nord Ovest, in primis a Piombino e a Castelnuovo Garfagnana). L’incontro tra i sindacati dei medici e i vertici dell’Asl programmato lunedì pomeriggio a Pisa è finito con un nulla di fatto.«L’Asl Nordovest, a seguito dell’ennesimo inconcludente incontro, ha convocato un ultimo e decisivo tavolo, il prossimo giovedì 19 settembre nel quale si tenterà di chiudere l’accordo con i medici convenzionati, oltre a scongiurare la crisi dei Pronto Soccorso – sottolinea in una nota il sindacato Snami -. Il nostro sindacato ha così deciso di congelare ancora un’ ultima volta l’uscita dei medici convenzionati del 118 dai pronto soccorsi, fermo restando che qualora fallisse l’ultimo incontro questo giovedì, Snami ed i medici 118 utilizzati nei Pronto soccorso trarranno le estreme conseguenze».
Al tavolo era presente anche il sindacato Smi, che invece ha mostrato una lettura più possibilista in merito alla conclusione della trattativa. E sembrerebbe pronto alla firma. Di certo c’è che la partita tra medici e azienda sanitaria continua ad essere molto tesa: ad un certo momento ieri pomeriggio sembrava che avesse raggiunto un punto di non ritorno al punto che i rappresentanti dello Snami si stavano per alzare abbandonando il tavolo di contrattazione. Poi il direttore sanitario Lorenzo Roti ha trovato il modo di ripartire con la discussione, ma non si è arrivati a nessun accordo al punto che tutto è stato rinviato a giovedì.
Secondo quanto emerso l’Asl avrebbe confermato la disponibilità a concedere un incentivo economico di circa mille euro in più ai medici che prestano la loro opera in pronto soccorso, come aveva annunciato sul Tirreno il direttore generale dell’azienda Letizia Casani. Ma allo stesso tempo sarebbero tornate in discussione alcune indennità sulle domeniche e sui giorni superfestivi che in alcune aree dell’Asl sono in vigore (mentre in altre, nel livornese ad esempio, no). Un passo avanti sarebbe stato fatto invece su alcune tutele come la maternità e le malattie, che i medici del 118 – in quanto convenzionati non vantano – ma che nelle vesti di medici del pronto soccorso – seppur in prestito – hanno diritto ad avere al pari dei colleghi dipendenti dell’Asl con cui lavorano fianco a fianco. Ed è questo aspetto che spingerebbe lo Smi alla firma.
Giovedì sarà il giorno decisivo. Queste ore intanto passeranno con un interrogativo inquietante nei cittadini: se la fumata dovesse essere nera cosa succederà? Non è detto che i medici davvero abbandonino il pronto soccorso. Ma è certo che non sarebbe il massimo che possano svolgere un’attività così delicata con l’ angoscia e la rabbia per un trattamento che ritengono insoddisfacente.

Fonte: Il Tirreno Cecina

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