Asl, dopo il bando largo agli interni

Nell'Asl centro riduzione delle visi

La Toscana sceglie di non rischiare e per le poltrone più importanti della sanità punta esclusivamente sulla continuità. Non arriverà nessuna sorpresa dalle nomine dei direttori delle tre aziende sanitari e dell’azienda ospedaliera pisana. Il bando al quale hanno partecipato poco più di cinquanta candidati tra i quali ne sono stati selezionati 22 da una commissione regionale non è servito ad introdurre forze nuove nella sanità toscana. Un po’ come avveniva prima che i posti si mettessero a concorso.In questi mesi anche altre Regioni hanno fatto i bandi per cambiare i direttori generali e avevano ottenuto moltissime candidature, tutte di manager iscritti nella lista ministeriale da pochi mesi inaugurata. In Toscana si era capito che le cose erano un po’ diverse. I cinquanta candidati erano infatti circa un terzo di quelli che poco prima ci avevano provato in Piemonte e Lombardia. Si dice che la nostra Regione è quella che paga meno i direttori generali e per questo è poco attrattiva. Di certo, a vedere come è andata a finire, c’è chi ama comunque promuovere le risorse interne. Gli incarichi arrivano in un momento delicato, cioè a poco più di un anno dalle elezioni, e dureranno tre anni.
L’azienda ospedaliera di Pisa è l’unica per la quale c’è stata già la nomina ufficiale. Al posto di Carlo Tomassini – che lo stesso dipartimento alla Salute riteneva essere destinato all’Agenzia regionale di sanità finché non ci si è resi conto, all’ultimo momento, che c’era un problema di incompatibilità – è stata scelta Silvia Briani, già direttrice sanitaria della stessa azienda. La Asl Nord-Ovest (Pisa, Livorno, Lucca, Massa- Carrara) invece sarà diretta da Maria Letizia Casani, era la direttrice amministrativa di Maria Teresa De Lauretis. C’è già il via libera della conferenza dei sindaci. Lo stesso organismo, nell’area di Firenze, Prato e Pistoia ha dato un convinto appoggio alla conferma del direttore generale della Asl Toscana Centro Paolo Morello. Infine l’area Sud-Est, quella più delicata per la Regione visto che i tre capoluoghi di provincia coperti dall’azienda sono tutti in mano al centrodestra, e cioè Siena, Arezzo e Grosseto. Anche qui comunque i sindaci hanno chiesto la continuità. Gradirebbero infatti meno il rientro di Antonio D’Urso, manager formato in Toscana che poi ha lavorato nel Lazio, in Sardegna e Piemonte, direttrice sanitaria del direttore Enrico Desideri. È quindi molto probabile che sia suo il nome presentato
alla commissione sanità, insieme a quelli di Morello e Briani. La continuità evidentemente piace a tutti.

Fonte: La Repubblica Firenze

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