Asl Centro, attese al pronto soccorso. In arrivo venti rinforzi

Con quattro medici d’ urgenza al pronto soccorso e sei anestesisti, si profila un’ estate meno pesante all’ ospedale Santo Stefano. Nel corso di tutto l’ anno sarà rinforzato tutto l’ organico dell’ emergenza negli ospedali dell’ Asl Toscana Centro, con l’ assunzione di 20 nuovi medici e 28 anestesisti. Diciassette sono già in forze in questi mesi ­ ed altri tre se ne aggiungeranno grazie al turn over e a trasferimenti ­ nei soli pronto soccorsi, anche se in parte si tratta di stabilizzazioni a tempo indeterminato. Nel dettaglio ci saranno 4 medici in più al pronto soccorso di Prato e in quello di Empoli, uno in più al Cosma e Damiano di Pescia e 2 negli ospedali fiorentini di Torregalli e Santa Maria Nuova. Tutto ciò avverrà entro la metà di giugno. L’ obiettivo, che prende spunto anche da un nuovo sistema di valutazione basato sui carichi di lavoro, è quello di migliorare un servizio cronicamente problematico, abbattere i tempi di attesa e il sovraffollamento dei pronto soccorsi. Le novità sono state illustrate nel corso della prima conferenza del Dipartimento di emergenza urgenza, diretto da Simone Magazzini, da quando è stata istituita la nuova aziendona sanitaria che comprende, oltre a Prato, l’ area fiorentina, quella empolese e il Pistoiese. Oltre a Magazzini, c’ erano Germana Ruggiano, responsabile medicina d’ urgenza, Guglielmo Consales, direttore anestesia e rianimazione e Piero Paolini, direttore delle due centrali operative 118 Firenze­Prato ed Empoli­Pistoia. I numeri: 1.000 accessi al giorno, Prato guida la classifica. Giornalmente nei nove pronto soccorsi si registrano 1.000 accessi, 1.000 chiamate al 118 e vengono svolti 220 interventi chirurgici. Sono inoltre 100 gli accessi e le dimissioni che giornalmente avvengono nei reparto di osservazione breve intensiva. Ogni anno sono complessivamente 428.000 gli accessi alle aree di medicina d’ urgenza, (di cui circa 151.000 nei pronto soccorsi dell’ area fiorentina, 101.000 a Prato, 77.000 a Empoli e 100.000 negli ospedali di Pescia e Pistoia), con l’ 80% dei pazienti dimessi dopo il completamento del percorso diagnostico e terapeutico. Dimissioni 7 giorni su 7. Tutte le attività dipartimentali si stanno progressivamente omogeneizzando sia da un punto di vista organizzativo che funzionale. Anche se ancora, e ci vorrà un po’ di tempo, ogni ospedale va avanti con un software diverso. Ma l’ integrazione con l’ area medica ha già consentito il funzionamento continuo dei servizi ospedalieri e le dimissioni 7e giorni su 7, compreso i festivi riducendo così le attese del posto letto in pronto soccorso. Sub­intensive ed Obi. Ritenuti buoni anche i risultati sul funzionamento delle altre strutture della medicina d’ urgenza (sub intensive ed Obi). In particolare ha evidenziato Ruggiano, oltre 10.000 pazienti ogni anno completano il percorso diagnostico terapeutico nei reparti di osservazione breve intensiva evitando il ricovero al 70% dei pazienti che può così ritornare a casa nell’ arco massimo di 72 ore. I numeri del 118. Con la fusione dei quattro sistemi preesistenti, ogni anno le due centrali gestiscono 360.000 chiamate effettive mentre le persone soccorse sono 250.000. In particolare, ha sottolineato Paolini la Centrale operativa Firenze Prato gestisce il sistema regionale di Elisoccorso e quella di Empoli­Pistoia è il riferimento regionale per le maxiemergenze. Entro il 2018 sarà realizzata la Centrale unica europea con l’ attivazione del numero 112.

Fonte: Il Tirreno Pistoia

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