Anche per operarci di ernia e cataratta dovremo fare la valigia verso altri ospedali

In via Alfieri pronto il piano per tagliare le attese

Non solo menischi, artroscopie e chirurgia del piede. Anche gli interventi di cataratta e le ernie emigreranno dal blocco operatorio di viale Alfieri verso altri ospedali limitrofi. Dove? A Piombino fin dalle prossime settimane, e poi a Cecina – quando nel 2019 entrerà a pieno regine la quarta sala operatoria – e a Volterra.L’obiettivo è snellire le liste di attesa per gli interventi chirurgici, che oggi vedono 2746 livornesi aspettare una chiamata per andare sotto i ferri, con tempi che a Ortopedia arrivano a 10 mesi per installare una protesi urgente.
Attenzione: come abbiamo sempre scritto si parla di interventi programmati, perché per le patologie neoplastiche tutti i pazienti vengono operati nei 30 giorni di legge (e anche prima), come ricorda l’Asl. Ma seppur programmati, molti interventi – quelli in classe A – sono considerati molto seri e a rischio di rapido aggravamento: per questi la legge prevederebbe 30 giorni massimi di attesa e invece a Livorno servono 75 giorni per esempio per essere operati in classe A a Urologia, 124 giorni a Ortopedia e 282 per l’ortopedia protesica.
Ecco dunque la necessità di accelerare gli interventi in classe A e sfoltire quella maxi-lista, sfruttando le sale operatorie degli ospedali vicini per gli interventi minori. A confermare il piano anticipato domenica dal Tirreno è la stessa Asl, che dopo le inchieste del nostro giornale sull’aumento del 40% nel solo 2018 delle liste attesa per un intervento chirurgico programmato, ribadisce che «come già sottolineato negli articoli pubblicati nei giorni scorsi, il nuovo documento di programmazione prevede che per ridurre i tempi di attesa chirurgici, una delle azioni è la
dislocazione degli interventi di day surgery e ambulatoriali negli ospedali limitrofi, in modo da ottimizzare l’ impiego della rete delle sale operatorie e di riservare quelle dell’ospedale di Livorno ad interventi di chirurgia specialistica che peraltro spesso necessitano di posti letto dedicati in terapia intensiva».
Insomma, in viale Alfieri si punterà sempre più sull’alta chirurgia, mentre per gli interventi di minor complessità i livornesi saranno costretti a fare la valigia ed emigrare nei piccoli ospedali del territorio. In questo senso va ricordato che l’ospedale di Livorno è l’unico dell’Asl Toscana Nord Ovest dove vengono effettuati interventi ad alta complessità in neurochirurgia e chirurgia toracica e da noi arrivano tanti pazienti anche da fuori regione.
È un meccanismo paradossale, quasi perverso quello che sta vivendo il nostro ospedale: tanti vogliono operarsi a Livorno, i cui professionisti sono sempre più apprezzati, ma la struttura non è in grado di sostenere la domanda. E questo nonostante che ci sia stato un aumento degli interventi effettuati, dunque una maggior efficienza nell’utilizzo delle sale operatorie: il 15% in più nel 2017 e lo stesso trend si registra nel 2018, secondo i dati forniti dall’azienda sanitaria.
Il risultato alla fine è beffardo: nonostante l’aumento del 15% degli interventi rispetto all’anno scorso, nei primi nove mesi dell’anno la lista d’attesa è aumentata del 40%… La coperta insomma è corta e l’Asl prova a risolvere il problema trasferendo gli interventi lontano da viale Alfieri. Ma il successo dell’operazione è ancora tutto da dimostrare: quanti pazienti (e anche quanti medici) accetteranno di andare a Piombino o Volterra per essere operati a un menisco, alla cataratta o ad un’ernia?

Fonte: Il Tirreno

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Una risposta a “Anche per operarci di ernia e cataratta dovremo fare la valigia verso altri ospedali

  1. Non e’ chiaro se la scelta di dirottare i pazienti in altri ospedali e’ dovuta a : 1) numero insufficiente di sale operatorie 2) numero insufficiente di chirurghi e personale paramedico 3) scarso utilizzo delle sale operatorie rispetto alle possibilita’,nonostante siano sufficienti i chirurghi ed il personale

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