Allarme per la carenza di medici «Mancano anestesisti e pediatri»

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“Quota 100” è un falso problema. La mancanza di medici andrà ad aggravarsi, rispetto a quella già stimata, come conseguenza della “gobba pensionistica” prevista fino al 2025 non tanto perché la nuova legge ne agevola l’uscita, quanto perché l’accesso dei neo laureati alle scuole di specializzazione è limitato per legge. Da diversi anni, tremila dei diecimila laureati l’anno non hanno accesso alla specializzazione e quindi ai concorsi per entrare nel servizio pubblico.«Il problema oggi è drammatico. Frutto d’una mancata programmazione a livello nazionale – stigmatizza Giuseppe Figlini, presidente dell’Ordine dei Medici di Pisa – e difficilmente si risolverà aumentando il numero di ammessi alle specializzazioni eguagliandolo ai laureati, in quanto rimarrebbe da recuperare il divario maturato negli anni precedenti. Anche un eventuale libero accesso alla Facoltà risulterebbe infatti del tutto inutile, poiché i giovani laureati si troverebbero di fronte allo sbarramento previsto per la specializzazione (cosiddetto” imbuto formativo”). Non credo che la soluzione sia nel richiamare medici pensionati. Senza contare che, ad aggravare la situazione, c’è il blocco delle assunzioni per far fronte al ricambio. Un vero ginepraio all’italiana».
A conti fatti, mancano dunque gli specialisti a livello nazionale, anche se a Pisa la carenza per fortuna è ridotta. «Nella nostra provincia – prosegue il presidente dell’Ordine dei Medici di Pisa – il rapporto medici/abitanti è più alto rispetto alla media regionale e nazionale (circa uno ogni 80), grazie alla presenza di un’importante realtà universitaria che spinge anche molti (ex) studenti a rimanere. Mancano invece anestesisti e radiologi (per cui è obbligatoria la specializzazione), chirurghi e pediatri. D’altra parte le esigenze della medicina cambiano. Oltre ai comuni interventi operatori ed ai trapianti d’organo, le sempre più frequenti pratiche di gastro e colonscopia, per esempio, vengono sempre più svolte in sedazione, ovviamente sotto il controllo anestesiologico».
«Per quanto riguarda la medicina del territorio, la Regione è stata attenta al numero dei medici da formare per cui non soffriamo come altre zone, per ora, la mancanza di medici di famiglia. Importante è ricordare che da quest’anno, a livello nazionale, sono stati raddoppiati i posti disponibili per il corso triennale di Medicina Generale, proprio per rimediare alla problematica. A Pisa, in particolare, per i prossimi anni, nonostante il picco dei pensionamenti, non ci sarà carenza di assistenza territoriale. Ma senza ricambio – conclude Giuseppe Figlini – non c’è futuro».

Fonte: Il Tirreno Pisa

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