«Al Noa funzionalità e professionalità. Non si può parlare di morti sospette»

Promozione per il policlinico di Carrara

«Sono un medico chirurgo massese e vorrei portare la mia testimonianza di ottima funzionalità e professionalità riscontrata al pronto soccorso del Noa e nel reparto malattie infettive. Non sono dipendente Asl». Inizia così la lettera di Leonardo Vinci, medico massese che racconta quanto gli è capitato.«Intorno alle ore 20 una mia cara parente è stata ricoverata in condizioni molto critiche. Appena raggiunto il pronto soccorso ho chiesto di parlare con un collega che nel giro di poco mi ha ricevuto ed edotto della grande
severità del caso: meningite. In poche ore la diagnosi è stata confermata e la paziente trasferita in degenza malattie infettive in prognosi riservata. La mattina seguente ho contattato la responsabile del reparto malattie infettive, Antonella Vincenti, che nell’immediato ha dato grande disponibilità e conforto a tutti i familiari,
pur confermando la gravità e la rarità del caso. Anche nei giorni seguenti ho costatato la grande
professionalità della dottoressa e di tutto il suo reparto».
«Scrivo questo ­ continua Vinci ­ per testimoniare appoggio al nostro ospedale, forse troppo spesso criticato. Mi permetto di riportare alcune righe di un comunicato ricevuto dal mio presidente dell’Ordine dei medici di Massa, Carlo Manfredi, sulle recenti polemiche: “La persona che ha dei sintomi di malattia si sente insicura e spaventata. Pensa subito alle sofferenze e alla morte. Si affida alla struttura ospedaliera con dotazioni diagnostiche ed equipe professionali di buona qualità, come quelle presenti al Noa, dalle quali si aspetta una pronta diagnosi e delle terapie efficaci. Il malato, è bene precisare, è una persona sofferente bisognosa di comprensione, compassione e umanità da parte di coloro che si prendono cura di lui e in particolare da parte del medico. Anche le cure più efficaci rischiano di funzionare meno o di fallire se il paziente non è sereno, se non ha fiducia nell’operato del medico. Se invece medico e oaziente costruiscono una stretta alleanza riescono a moltiplicare le forze per combattere il male. Ma se si afferma che al Noa si può morire per cause sospette, si  genera panico. Si minano alla base i cardini della relazione di cura Il Noa è una risorsa insostituibile per la difesa della salute della nostra comunità, gli allarmismi generano un clima che non fa bene ai malati, ai loro familiari e al personale sanitario che si prende cura di loro. Ci sono altre vie per dirimere i dubbi sui  singoli casi non certo la via intrapresa, che genera panico, insicurezza e sgomento in chi chiede solo di essere
curato. Come medico e parente, non posso testimoniare che solidarietà e consenso con quanto scritto
dal presidente Manfredi e per la professionalità dei colleghi».

Fonte: La Nazione Massa Carrara

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