Acque agitate nella sanità privata

Dall'assessore Saccardi un giro di vite per le cliniche private

La Regione riduce i tetti delle cliniche convenzionate e subito arrivano le minacce di ridurre l’attività e un incontro tra la sanità privata e i sindacati dei lavoratori. L’appuntamento è fissato per oggi pomeriggio, quando i rappresentanti dei convenzionati incontreranno quelli dei lavoratori. «Se vogliono parlare di licenziamenti l’incontro finisce nel giro di pochi minuti», avverte Riccardo Bartolini della funzione pubblica Cgil.Nei giorni scorsi la Regione ha approvato una delibera che ha fatto agitare il mondo del privato convenzionato toscano. Da un lato sono stati fissati dei tetti massimi di attività, per un totale di circa 275 milioni, che comprendono sia il lavoro svolto per i cittadini toscani, e quindi pagato dalla nostra Regione, che quello destinato a chi arriva da fuori (rimborsato dalle altre Regioni). Il tetto all’interno del quale l’ assessorato può ora aumentare la quota di lavoro destinata ai toscani, secondo i rappresentanti dei privati è stato abbassato di circa 12 milioni di euro. Il taglio di finanziamento rischia di ricadere sui lavoratori. In passato, del resto, era un appuntamento fisso: quando la Regione riduceva il budget per le cliniche queste minacciavano licenziamenti e in certi casi li hanno fatti davvero. Di solito il personale veniva riassorbito nel pubblico in qualche modo. Questa volta la parola che più fa paura ai lavoratori, licenziamenti appunto, ufficialmente le cliniche non l’hanno pronunciata. « A noi va bene approfondire la situazione nel corso dell’incontro – dice Bartolini – Ci spiegheranno cosa significa la nuova delibera per le imprese.
Ma se l’approccio è quello di scaricare sui dipendenti i problemi la nostra risposta sarà il conflitto. Ricordo che Aiop, una delle associazioni dei privati, non rinnova i contratti dal 2006 » . Insomma, non siamo alla guerra ma al timore di doverla affrontare. Il mondo delle cliniche è piuttosto vario in Toscana e dopo la delibera ci sono state reazioni diverse. Qualcuno dalla provincia di Arezzo è andato a parlare con l’opposizione in consiglio regionale, altri da quella di Lucca hanno invece minacciato di chiudere del tutto la loro attività in Toscana. Poi ci sono state lettere, telefonate e riunioni. Insomma, c’è un certo trambusto. Nel frattempo con la Regione non ci sono stati ancora contatti ufficiali. Si parte così oggi dai sindacati. L’ assessorato è convinto che l’operazione serva anche ad aumentare l’attività destinata ai toscani da parte dei privati convenzionati sul territorio senza però spendere di più. Questo perché si conta di ridurre l’emigrazione verso strutture di altre regioni dei toscani, che con più offerta qui sarebbero incentivati a non spostarsi.

Fonte: La Repubblica Firenze

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