Accordo tra Regione e Aoup. Anastasio: “Una spesa di 5 milioni solo per il personale”

imageOspitiamo l’intervento di Gerardo Anastasio, vice-segretario Anaao Assomed Toscana, in merito all’accordo di collaborazione tra Regione Toscana, Università e AOUP per accrescere i livelli di eccellenza, attrazione e qualità della formazione e dell’assistenza ai cittadini.

Quindi la collaborazione proseguirà ” nel solco delle esperienze precedentemente sviluppate”. Il che vuol dire che si scrive un bel progetto, si usano alcune parole magiche quali “innovazione” “efficientamento” e le intramontabili “ricerca-didattica-assistenza” e i forzieri regionali si aprono, si prendono i quattrini e in cambio si fa – se va bene – una bella relazioncina, a posteriori, magari rilegata in brossura e presentata in un bel palazzo affrescato con annesso drink di benvenuto al parterre de roi invitato per l’occasione.

Tutti contenti perché sul territorio arrivano dei soldi, magari compriamo anche qualche macchinario (così l’economia gira) o assumiamo qualche giovane precario (e facciamo anche del bene, rigorosamente a tempo definito); qualche bell’articolo pubblicato su riviste scientifiche (nei cui comitati di redazione siedono gli amici degli amici) perché così l’impact factor aumenta e possiamo presentarci ai concorsi accademici con maggiori titoli e alla fine un bell’articolo sui giornali così anche l’opinione pubblica è contenta, tanto la Gabbanelli non c’è più, se Dio vuole. Ma tutto questo non si può ovviamente fare da soli. Bisogna metter su una bella struttura tecnico-amministrativa che ci supporti, ovvio.

Ecco quindi che il famigerato DIPINT cacciato dalla porta che rientra dalla finestra. Ma cos’è questo DIPINT?

Chi fosse curioso vada a vedere il sito dedicato a Firenze, di quello che hanno fatto a Siena vi ho già parlato (si trova tutto su internet). A Pisa è una struttura amministrativa composta da 1 Direttore, 4 Unità Operative e 15 Posizioni Organizzative (tutte incarichi fiduciari retribuiti in più ed attribuiti con selezioni interne), con un personale che in totale raggiunge le 71 persone, che dovrebbe coadiuvare per la didattica e la ricerca l’azienda ospedaliera e i dipartimenti universitari che hanno sostituito la facoltà di medicina: defenestrata dalla legge Gelmini e che fra poco rientrerà dalla porta principale cambiando nome in “Scuola”.

Adesso conosciamo un po’ meglio i tre Dipartimenti di ambito medico:

– Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell’area critica: una bella accozzaglia di discipline di cui ci sfugge il significato. Area tecnico-amministrativa 29 dipendenti

– Medicina clinica e sperimentale (questo si capisce meglio). Area tecnico-amministrativa 43 dipendenti

– Traslazionale e nuove tecnologie in medicina e chirurgia: ecumenico e degno del Conte Mascetti di “Amici miei”. Area tecnico amministrativa 51 dipendenti.

Al totale di 123 persone togliamo un 10% di finti tecnici che in realtà fanno i medici (???? Non chiedetemi il perché): rimangono 110 persone che sommate alle 71 fanno 181. Un esercito. E se andate sul sito dell’università non troverete i loro curricula: la legge sulla trasparenza vale in Italia, non nei feudi baronali del Granducato di Toscana.

E chi paga tutte queste persone? L’università “ovviamente” non ce la fa, e quindi per un tot (da 80 a 130, a seconda delle delibere che consultate anno per anno) li paga la Regione dando i soldi alle aziende che poi li passano all’università: triangolazione necessaria perché evidentemente non si fidano a darglieli direttamente in mano.

Ma se i numeri del personale non sono certi, certo è l’importo complessivo del suo costo complessivo: circa 5 milioni……. e qui il cerchio si chiude, almeno per i maliziosi rompiscatole che sono convinti che a pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si coglie.

Ci sarà mai qualcuno che chiede alla Regione ed alle tre università toscane come sono stati utilizzati questi soldi?E gli anni scorsi (2013 e 2014) erano molti di più, quasi 30 milioni di euro….

 

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