A Villamarina mancano trenta lavoratori

Nuove risorse per il presidio di Piombino

Sanità, manca personale. I sindacati minacciano lo sciopero.Cgil, Cisl e Uil scrivono all’assessore regionale Stefania Saccardi e al presidente Enrico Rossi preannunciando che senza un cambiamento di rotta nelle assunzioni, si andrà verso la protesta regionale preceduta da quella aziendale.Il quadro su Piombino e la Val di Cornia tracciato dalla Uil non è confortante. Una trentina di lavoratori in meno rispetto alle necessità di Villamarina. Almeno venti nei servizi territoriali.
Il dettaglio: al pronto soccorso mancherebbero 4 oss per garantire il trasporto dei pazienti verso i reparti o la diagnostica, 2 medici per i corretti turni di riposo, 3 infermieri per turni alla breve osservazione e al triage.
Anche l’area medica è in sofferenza. Meno 2 medici per reparto e ambulatori, meno 5 operatori infermieri/oss per il rispetto dei normali carichi. La stima della Uil per l’area chirurgica dice che servono 2 otorino per turni ambulatoriali e pronta disponibilità, 1 urologo e 2 ortopedici per le stesse necessità, un chirurgo per la sala operatoria, 3 tra infermieri e oss. E, ancora, l’area materno-infantile dove le carenze segnalate riguardano 3 infermieri/ostetriche/oss per coprire la turnistica mentre in dialisi mancano 2 oss e in radiologia 2/3 medici e tecnici per garantire la guardia attiva notturna e festiva. L’elenco della Uil si allunga con 3 operatori infermieri/oss necessari all’assistenza ai pazienti.
Nel piano assunzioni si segnala il vuoto di personale per far partire il modulo di psichiatria con 4/6 posti letto. Servirebbero almeno 8/10 operatori tra infermieri e oss. Si evidenzia anche l’assenza di un piano di sviluppo dei posti letto di cure intermedie con almeno 8 addetti per attivare i 12 posti letto a bassa intensità assistenziale. Il dettaglio continua con i 4 infermieri che dovrebbero sostituire e/o integrare il personale con ridotte capacità lavorative nel servizio di assistenza domiciliare. Infine, mancherebbe una oss alla riabilitazione di Campiglia.
«Per la Val di Cornia attendiamo i dati sul progetto di spostamento del pronto soccorso. Siamo anche in attesa del prossimo regolamento dell’ospedale unico Piombino-Cecina che dovrà fornire risposte concrete alla direzione della rete ospedaliera nelle 3 Aree fondamentali: chirurgica, medica e critica: ps, blocco operatorio, terapie intensive», afferma Paolo Camelli della federazione livornese Uil Fp.
La sua analisi include il fatto che nell’Usl nord ovest sono usciti 580 lavoratori ed entrati 270. E che aumenta in modo preoccupante l’anzianità del personale. «La media – prosegue – è di 55 anni e determina un aumento dei rischi da infortuni e malattie professionali e conseguentemente per i cittadini».
«Non c’è un servizio in cui gli operatori non denuncino alti carichi di lavoro, straordinario, un utilizzo improprio della pronta disponibilità. Da una nostra verifica – dice ancora Camelli – risulta che i giorni di assenza per corsi, part time, permessi 104, brevi malattie, condizioni per le quali non ci sono sostituzioni, ammontano a 386.000 per un monte-ore pari a 2.400.000, equivalenti a 1.500 operatori. Siamo al 12% di ore-lavoro non restituite che concorrono a determinare carichi insostenibili. E’ urgente un piano occupazione che assicuri il recupero totale delle uscite 2016-2017-2018 e assicuri il necessario sostegno alle aree critiche. Parliamo – chiude il sindacalista – di un piano assunzioni di almeno 600 unità».

Fonte: Il Tirreno Piombino

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