«A Neurochirurgia risposte più certe che a Cisanello»

Maria Teresa De Lauretis, direttore generale Asl Toscana Nord Ovest

«Sono amareggiata e trovo offensivo che si accusi l’ azienda che dirigo di mettere in primo piano il risparmio e non la salute dei pazienti». Ha atteso qualche giorno, per riflettere e pesare le parole, Maria Teresa De Lauretis. La direttrice dell’ Asl Toscana nord ovest voleva avere dati e tabelle sotto mano per capire che portata avessero le allerta lanciate nei giorni scorsi da due primari diversi di Cisanello sui “dirottamenti” delle urgenze dai pronto soccorso dell’ area pisana verso Livorno. Donne e uomini, ragazze e ragazzi colpiti da emorragie cerebrali o finiti in coma dopo un incidente stradale, portati dal 118 in gravi condizioni al Versilia o al Lotti di Pontedera ­ ha detto il primario della Rianimazione dell’emergenza Paolo Malacarne ­ da tempo sono costretti ad allungare il tragitto verso una struttura che in alcuni casi non offre «le stesse garanzie» per la salute del policlinico pisano, riferendosi all’ ospedale di viale Alfieri.

Perfino un caso di meningite era stato inviato dalla Valdera verso la costa, aveva denunciato pochi giorni prima Francesco Menichetti, direttore di Malattie infettive. De Lauretis però è netta. «L’ argomentazione del risparmio è destituita di ogni fondamento», e a determinare i dirottamenti sono altri motivi. «Solo operando in rete e con le regole che sono state condivise e formalizzate si può rispondere i maniera rapida efficace ed appropriata a tutte le richieste di buona sanità che ogni giorno cerchiamo di soddisfare». E quelle regole, dice la direttrice «hanno permesso» alla neurochirurgia di Livorno «di dare nell’ ultimo anno una risposta certa ed efficace alle decine di pazienti cui non è stata data tempestiva risposta dalla neurochirurgia della Aoup». Insomma, le regole «non dipendono né da logiche economiche né da campanilismi, e tantomeno sono lasciate al caso», ma sono «frutto di un lavoro di programmazione che ha coinvolto Asl, Aoup e la direzione della programmazione dell’ area» insieme ai medici. Dunque, sono state rispettate. I vertici della maxi Asl della Toscana Nord Ovest confermano però la sostanza di ciò che denuncia Malacarne: l’ Aoup sarebbe stata bypassata solo perché sono stati i suoi medici a rifiutare i ricoveri. In
particolare quelli della neurochirurgia. Tanto che, dall’ inizio del 2016 ad oggi, sono circa trenta i casi in cui Pisa ha risposto picche alle richieste di trasferimento di pazienti gravi. Unica discrasia fra il racconto di Malacarne e i dati in mano a De Lauretis riguarda l’ origine del fenomeno: nella maggior parte dei casi sono stati i medici dei percorsi di emergenza di Lucca e Massa a subire il “no” della neurochirurgia pisana. Ma fra Asl e Aoup non ci sarebbero frizioni. Quella dell’ azienda territoriale non è una strategia per abbattere i costi, assicura la direttrice. Se è vero infatti che un ricovero “appaltato” all’ esterno o ad un’ altra azienda si tradurrebbe in una spesa per l’ Asl e in un’ entrata extra per Cisanello, «l’ argomento del risparmio è destituito di fondamento. Da anni, proprio per evitare inutili e dannose competizioni, le relazioni economiche fra aziende sono gestite con tetti di spesa reciproci le cui variazioni sono a saldo zero pre la Regione che si fa carico delle compensazioni». Vero, ma anche alle tre maxi Asl si applica il meccanismo del Drg (Diagnosis­related group) con cui la sanità italiana classifica e omologa i ricoveri per controllare la spesa e saldare i rimborsi. E a fine anno, appunto, la Regione oltre a compensare gli “sforamenti” dà una valutazione implicita sulla governance delle aziende che hanno superato i tetti di spesa. Per Malacarne però non si tratta di campanilismo o di una guerra di potere. In gioco c’ è la vita dei malati. Infatti, sebbene Livorno abbia le stesse competenze di Pisa sulla neurochirurgia, «le emorragie cerebrali sono patologie tempo­dipendenti ­ spiega ­ e dunque il paziente dovrebbe essere portato nell’ ospedale più vicino». Ragionamento analogo per i politrauma sui quali si aggiunge una valutazione sulle competenze dei diversi ospedali. «Se l’ ospedale di Livorno è inserito nei percorsi di emergenza del sistema sanitario regionale è perché la sua organizzazione è composta da servizi è in grado di rispondere alle urgenze», ribatte De Lauretis. Restano due domande: è vero o no che da Massa, Versilia, Pontedera o Lucca si perdono minuti preziosi bypassando Pisa per Livorno? È vero o no che i medici della neurochirurgia dell’ Aoup, come sostiene Malacarne, hanno rifiutato il ricovero adducendo come giustificazione la mancanza di posti letto?

Fonte: Il Tirreno

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