85 medici di base contro il piano Nogarin: bocciata la Casa della Salute all’ Ipercoop

E' scontro tra i medici di base e il sindaco di Livorno

Lunedì mattina i rappresentanti degli oltre cento medici di famiglia di Livorno hanno scritto una lettera a Filippo Nogarin rimandando al mittente l’ennesima richiesta del sindaco di accettare la proposta di una maxi Casa della Salute al centro commerciale Fonti del Corallo, sotto la Coop. Decade così definitivamente, a meno due mesi dalle elezioni, il piano lanciato a fine 2017 da Nogarin con la sponda di Unicoop e Igd.Nel progetto iniziale – che era stato affidato al responsabile dei distretti sanitari Carlo Giustarini – si prevedevano cento ambulatori, con la presenza di una settantina tra medici di base, pediatri, dentisti, specialisti dell’Asl, e poi Cup, centro prelievi, anagrafe sanitaria e punto di primo soccorso, in uno spazio di 2000 metri lasciati liberi dalla riduzione dell’Ipercoop. Di recente il progetto era stato rivisitato e la collocazione della Casa della Salute era stata prevista in 1500 metri quadri disponibili al pian terreno di Fonti del Corallo, con accesso esterno dal centro commerciale.
Ma nessuna delle due ipotesi è mai piaciuta ai medici di famiglia, la cui presenza è essenziale per la realizzazione di una Casa della Salute. E così, dopo un tira e molla durato due anni e in vista della fine del suo mandato, Nogarin aveva tentato l’ ultimo “assalto” per provare a mettere almeno una bandierina sui temi sanitari: venerdì
22 marzo aveva convocato i coordinatori dei medici di base Giulio Rosellini, Fabrizio Cosci, Massimo Angeletti, Guglielmina Blanco e Stefano Berni, chiedendo loro di ripensare al progetto di Porta a Terra.
I cinque hanno ribadito la loro contrarietà ma hanno ritenuto di convocare una riunione plenaria di tutti i medici di famiglia, che si è svolta la scorsa settimana nel salone dell’Ordine dei Medici in via Michon.
Il dibattito ha visto una convergenza di tutti i dottori livornesi contro l’ipotesi del sindaco, ratificata da
una votazione per alzata di mano dove nessuno degli 85 presenti si è detto disponibile ad aprire un
ambulatorio a Porta a Terra. E così l’altro ieri è partita una lettera al sindaco in cui si boccia definitivamente il progetto Porta a Terra, con un giudizio tranchant: «Siamo stati tutti d’ accordo sulla creazione delle Case della Salute che anche per noi sono una risorsa della Medicina del Territorio, ma è stata manifestata, all’ unanimità, l’
assoluta mancanza di idoneità della localizzazione della sede proposta».
La problematica principale che infatti i medici avevano sempre evidenziato era la non centralità dell’Ipercoop rispetto alla città e le difficoltà per i pazienti di raggiungere la nuova Casa della Salute. In realtà di nodi da sciogliere sul tavolo ce n’era anche un altro e non di poco conto, quello legato ai costi. Per la realizzazione della struttura e l’acquisto dei macchinari l’Asl avrebbe dovuto spendere 3.5 milioni oltre all’affitto di 25mila euro al mese. In quale quota parte il Comune avrebbe supportato l’Asl non era stato ancora discusso, ma il progetto si è fermato prima…

Fonte: Il Tirreno

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