«118, la riorganizzazione non va». Il sindacato infermieri all’attacco

Gianni Piccini, segretario Nursind Empolese-Valdelsa

«La salute è il primo bene della collettività e come tale deve essere tutelato. La strada intrapresa su tutto il territorio nazionale e, nella fattispecie nella Regione, non va verso la tutela della salute dei cittadini». Gianni Piccini, segretario territoriale del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche per Empolese, Valdelsa e Valdarno Inferiore, interviene sulla questione 118, dopo l’analisi fatta da Mario Balzanelli, medico e presidente nazionale della Società italiana sistema 118.Un’analisi schietta dalla quale emerge un 118 stile ‘Cenerentola’ del servizio sanitario tra
«smantellamento in quasi tutte le regioni degli organici medici e infermieristici, contratti precari pesantemente inadeguati, turni massacranti e livelli di formazione disomogenei». E’ una questione bollente. E il Nursind lo sa. «Abbiamo assistito al taglio delle centrali in previsione del passaggio
al 112, numero unico per le emergenze, ma siamo ancora in alto mare ­- ricorda Piccini -­. Attualmente è in corso a livello regionale la stesura di una delibera per la riorganizzazione dell’emergenza territoriale del 118 della quale nessuno sa chi siano gli attori. Come Nursind abbiamo già espresso il nostro disappunto su ciò che sta succedendo nella Regione. Ciò che ci lascia di stucco e che avvalora sempre più il sospetto che vi sia da parte della politica regionale l’intenzione di mettere in mano a privati il servizio è proprio il silenzio assordante da parte delle istituzioni».
Un silenzio che il Nursind ha deciso di spezzare. «Abbiamo intenzione di scrivere in assessorato per il diritto alla salute per manifestare la nostra contrarietà alla riorganizzazione di un sistema come il
118 senza il coinvolgimento di una figura cardine quale è l’infermiere ­- annuncia ­-. Un’ esternalizzazione del servizio ci vedrà costretti, come sigla sindacale, ad attuare tutte le forme di
lotta possibili per tutelare i diritti dei professionisti». Professionisti, insieme ai medici, da sempre al fianco delle associazioni di volontariato impegnate sul territorio.
Sulla questione ‘118 a rischio’, nessuna dichiarazione dal presidente della Pubblica Assistenza empolese, Eleonora Gallerini, in partenza per l’estero. Dice la sua invece Fabrizio Sestini,
coordinatore della Misericordia di via Cavour. E lo fa tranquillizzando chi vive a Empoli e dintorni.
«La fusione delle centrali operative Empoli e Pistoia ­- commenta ­ non è stata un danno per il servizio ai cittadini. Da dove arrivi l’incarico da svolgere non importa, importa compierlo al meglio. A livello nazionale, siamo consapevoli delle difficoltà, ma qui il sistema regge. Merito dei volontari,
del personale infermieristico e medico e di un numero di punti di emergenza territoriali adeguato».

Fonte: La Nazione Empoli

(Visto 109 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *