118 in appalto alle associazioni? Sindacati sul piede di guerra

Massimo Cataldo, responsabile Cisl Fp Prato

Privatizzare il servizio 118? Potrebbe accadere e anche presto. Forse entro giugno. A lanciare l’allarme è la Cisl Funzione Pubblica a cui sono arrivate preoccupanti indiscrezioni, secondo le quali l’azienda sanitaria Toscana Centro vorrebbe ‘appaltare’ il servizio alle associazioni di volontariato, al quale il personale dell’emergenza è già legato a doppio filo, ma sempre nell’ottica della collaborazione. Preludio della volontà di esternalizzare, secondo il sindacato, è anche il mancato pagamento, da mesi, delle attività aggiuntive nella busta paga degli infermieri.«Ci risulta -­ spiega Massimo Cataldo, responsabile territoriale Cisl Fp ­- che da gennaio al personale del sistema di emergenza territoriale 118, non venga riconosciuto in busta paga il servizio svolto extra lavoro in regime di attività aggiuntiva.
Inutile ricordare che a questo istituto si ricorre solo in casi eccezionali, principalmente quando c’è carenza di organico. Se ciò fosse confermato sarebbe di una gravità unica, visto che il personale è costretto a rientrare in servizio per la copertura dei turni nonostante non abbia alcun debito orario con l’azienda.
Possibile che la Asl faccia la cresta sul personale? Non sarà mica un tentativo di dimostrare che
mancano sia le risorse economiche che quelle umane, al fine di dare spazio ad una privatizzazione del
servizio?».
Il sindacato su questo punto non lascia margini di trattativa. «Pretendiamo che il servizio 118 rimanga in mani pubbliche ­ dice Cataldo .
L’emergenza deve essere organizzata e fatta da infermieri e medici del sistema sanitario pubblico,
formati e in possesso di requisiti tali da garantire una risposta efficiente e adeguata in qualunque
situazione. Dall’altra parte ­ aggiunge ­ consideriamo importantissima la collaborazione che l’ Azienda
ha con il mondo del volontariato, ma che deve comunque rimanere nell’ ottica della collaborazione. Ci
chiediamo: cosa ne pensano i cittadini della possibilità di essere soccorsi da personale selezionato o,
peggio ancora sottopagato da cooperative o altro?
Abbiamo chiesto un incontro con la direzione sanitaria che dovrà darci rapidamente risposte su un
argomento così delicato».

Fonte: La Nazione Empoli

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